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«Formazione professionale 2040 – Prospettive e visioni»: requisiti modificati per le professioni e per le aziende

Le organizzazioni del mondo del lavoro saranno indispensabili anche in futuro

Le organizzazioni del mondo del lavoro – insieme alla Confederazione e ai Cantoni – sono uno dei tre pilastri portanti del sistema di formazione professionale svizzero. Grazie alla loro prossimità al mercato del lavoro, le Oml sono infatti in grado di adattare i profili professionali al rapido e costante modificarsi delle sue esigenze. Le tendenze alla iper-regolamentazione, insieme a critiche spesso generiche e gratuite, danneggiano la reputazione e la funzionalità della formazione professionale. Le Oml devono essere rafforzate in modo che possano affrontare le sfide attuali.


Il sistema duale svizzero di formazione professionale, con la sua combinazione di scuola e di pratica nelle aziende formatrici, è un modello di successo: le imprese possono contare sulle figure professionali di cui hanno bisogno, ai giovani viene offerta una transizione efficiente verso il mercato del lavoro con eccellenti prospettive di carriera e la mano pubblicalo Stato può avvantaggiarsi di una formazione più efficiente in termini di costi rispetto ad altri percorsi scolastici a tempo pieno. Il partenariato tra i diversi attori e il quadro normativo in base a cui la Confederazione, i Cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro (Oml) assumono i diversi compiti loro assegnati sono a questo riguardo di importanza fondamentale.

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Un aspetto unico a livello mondiale è il ruolo assunto in Svizzera delle Oml. Tra i loro compiti figurano l’elaborazione dei contenuti delle formazioni e delle procedure di qualificazione, nonché l’offerta di corsi di formazione professionale superiore. Infatti, la maggior parte delle associazioni professionali o delle organizzazioni di settore sono al contempo responsabili delle professioni: spetta cioè alle Oml garantire che le formazioni corrispondano alle diverse esigenze e agli sviluppi del mercato del lavoro, e che la transizione al mondo del lavoro per quanti hanno assolto una formazione professionale funzioni nel miglior modo possibile.

Ulteriori peculiarità del sistema duale svizzero sono la partecipazione volontaria delle aziende alla formazione e il libero mercato, non regolato dallo Stato, delle offerte di tirocinio: i posti di apprendistato destinati alla formazione professionale di base vengono, cioè, offerti direttamente dalle aziende su base volontaria, attraverso un mercato privato delle offerte di tirocinio. Oltre a ciò, esse continuano a coprire la maggior parte dei costi della formazione stessa. Recenti indagini[1] mostrano che le aziende coprono annualmente costi per circa 5 miliardi di franchi, mentre lo Stato(Confederazione e Cantoni) spende circa 3,8 miliardi di franchi per la formazione professionale dei giovani. La volontarietà, il libero mercato dei posti di tirocinio e l’assunzione dei costi di formazione sono elementi fondamentali affinché le Oml possano (e debbano) sviluppare i contenuti delle formazioni in modo efficace e in base alle esigenze delle imprese. Se i costi superano i benefici – fra l’altro a causa di un mancato adeguamento dei contenuti – le aziende ritirerebbero la loro offerta e, molto semplicemente, la formazione professionale duale non esisterebbe più.

Le Oml svolgono un ruolo importante anche per lo sviluppo delle professioni

Affinché la piazza economica svizzera rimanga competitiva e le aziende continuino a partecipare alla formazione professionale duale, la loro voce deve confluire in forma prioritaria nelle Oml ed essere quindi ascoltata e considerata con il giusto peso nel processo di sviluppo delle professioni.

Il mondo del lavoro cambia sempre più rapidamente a causa di diversi fattori, tra cui il progresso della digitalizzazione e i cambiamenti demografici. Di conseguenza, anche le professioni devono evolversi a un ritmo accelerato. Alcune competenze non sono più richieste nella pratica professionale quotidiana, mentre emergono competenze e persino professioni del tutto nuove. Aziende e imprese sono al passo con i tempi e conoscono al meglio le esigenze del mondo del lavoro. Affinché la piazza economica svizzera rimanga competitiva e le aziende continuino a partecipare alla formazione professionale duale, la loro voce deve confluire in forma prioritaria nelle Oml ed essere quindi ascoltata e considerata con il giusto peso nel processo di sviluppo delle professioni. In fin dei conti, sono le aziende a formare i giovani nella pratica, a prepararli al mondo del lavoro e ad accoglierli una volta che hanno completato la loro formazione.

Anche Bolli, Oswald-Egg e Renold (2021)[2] sottolineano l’importanza delle Oml, proponendo persino di coinvolgere più frequentemente le aziende orientate alla ricerca e all’innovazione nello sviluppo dei programmi d’insegnamento in modo da rafforzare l’ampiezza e la rilevanza delle istanze presentate dalle Oml nel processo di sviluppo delle professioni. È tuttavia fondamentale che le Oml non perdano di vista gli obiettivi del settore nel suo complesso e non attribuiscano un peso eccessivo a interessi particolari. Questo equilibrio richiede insomma una certa armonizzazione[3]: le Oml devono riuscire a integrare e conciliare più richieste e diversi fabbisogni nel processo di sviluppo delle professioni.

Nel processo di sviluppo delle professioni, le Oml devono affrontare diverse sfide, in particolare quando emerge dissenso. Ci sono discussioni (di principio) sempre più frequenti in vari organi, per esempio sulla forma (orale o scritta) dell’esame finale nelle materie professionali, che risultano (troppo) dispendiose in termini di tempo e producono compromessi che, a loro volta, vengono poi criticati in sede di consultazione. Viene cioè investito molto tempo senza che venga prodotto un output corrispondente. Elementi critici di alcune revisioni di professioni giungono a volte persino in Parlamento, che deve poi esprimersi sui contenuti delle riforme. Un eminente esempio di intervento da parte delle forze politiche è stata la riforma della formazione commerciale di base.

Questi sviluppi sono tuttavia pericolosi per la formazione professionale, che fino a oggi ha funzionato bene con una legge quadro che lascia intenzionalmente ai partner della formazione la definizione delle singole professioni, senza dipendere da eccessive ingerenze politiche.

Questi sviluppi sono tuttavia pericolosi per la formazione professionale, che fino a oggi ha funzionato bene con una legge quadro che lascia intenzionalmente ai partner della formazione la definizione delle singole professioni, senza dipendere da eccessive ingerenze politiche. Il fatto che ciò stia cambiando può essere spiegato con l’aumento delle richieste nei confronti delle professioni e delle Oml. Temi come l’integrazione dello sviluppo sostenibile, il miglioramento della qualità o il presunto aumento dell’attrattività della formazione professionale rispetto alle alternative scolastiche a tempo pieno occupano sempre più spazio, mentre diversi attori e organi (tra cui Ufficio federale dell’ambiente, commissioni specializzate dei Cantoni, associazioni regionali degli insegnanti) esterni alle commissioni per lo sviluppo professionale e la qualità (SP&Q) rivendicano il proprio diritto di partecipazione. A causa di questi sviluppi, le Oml sono sempre più “professionalizzate”, il che porta le loro rappresentanze a dover agire sempre meno come esperti del settore e sempre più come esperti in formazione. Anche le misure di accompagnamento esterne tendono ad aumentare a causa di tutti questi sviluppi.

Ci vuole di nuovo più partenariato vissuto

L’energia profusa negli impegnativi processi di sviluppo delle professioni deve assolutamente tornare a fluire verso le cose essenziali. Inoltre, dovrebbe essere rafforzata la fiducia nelle Oml e nel lavoro partenariale. Le Oml dovrebbero essere percepite come un forte partner e, in particolare, ascoltate come esperte del settore.

I partner della formazione devono riuscire a portare avanti, attuare e inquadrare correttamente riforme difficili. I giovani che scelgono l’alternativa scolastica (scuole specializzate e e di cultura generale) costano molto di più rispetto a quanto costa la riforma di una professione e la sua realizzazione: ai Cantoni in quanto ad attuazione; alle imprese a causa della scarsa corrispondenza dei giovani così formati alle esigenze del mercato del lavoro. Ogni settore e ogni professione sono unici, e le loro specificità devono essere prese nella giusta considerazione: soprattutto a questo scopo esistono le commissioni per lo sviluppo professionale e la qualità (SP&Q) delle rispettive professioni.

Partenariato vissuto significa garantire il coinvolgimento dei diversi e numerosi attori da parte delle persone che partecipano alle commissioni B&Q, affinché i compromessi vengano trovati anzitutto in tali sedi, e successivamente diffusi e comunicati all’esterno. In tal modo, le responsabilità vengono assunte in forma partenariale. Per esempio, spetterebbe agli esperti in formazione da parte dei Cantoni riportare i compromessi nelle commissioni specialistiche e negli organi dei Cantoni stessi, così come sarebbe compito delle rappresentanze degli insegnanti e delle scuole trasmettere tempestivamente informazioni e garantire il coinvolgimento. Perché solamente con un forte partenariato il sistema non viene indebolito e le professioni restano passibili di riforma.

Il riconoscimento della formazione professionale deve essere ulteriormente rafforzato

La formazione professionale in Svizzera gode, a ragione, di grande prestigio. Ai recenti campionati del mondo delle professioni (WorldSkills) tenutesi a Lione, gli svizzeri hanno brillato ancora una volta come terza miglior nazione (prima nazione europea). Questo risultato non è soltanto il frutto di un training su misura, ma anche e soprattutto del nostro sistema formativo.  La formazione professionale riesce a integrare i giovani nel mercato del lavoro fin da subito e a promuoverne i talenti. Tuttavia, le attuali previsioni dell’Ufficio federale di statistica[4], mostrano che la quota di giovani che sceglieranno in futuro alternative scolastiche a tempo pieno e di cultura generale potrebbe crescere più rapidamente rispetto alla percentuale di quelli che intraprendono un percorso di formazione professionale duale. Ciò potrebbe avere grandi impatti a medio termine sia sull’economia svizzera sia sui giovani stessi. L’Unione svizzera degli imprenditori accoglie pertanto con favore gli sforzi dei partner della formazione tesi a definire misure mirate di promozione della formazione professionale. Fra queste rientrano anche i titoli addizionali Professional Bachelor e Professional Master – che, accanto ai titoli professionali consolidati, segnalano la loro equivalenza ai percorsi di formazione accademica. Questa misura può avere un effetto positivo nei confronti delle persone che esercitano più influenza (insegnanti, genitori, orientatori professionali).

Un’eccessiva regolamentazione intersettoriale e critiche generiche, al contrario, danneggiano la reputazione e la funzionalità della formazione professionale.

In generale, tuttavia, le aziende formatrici e le Oml devono troppo spesso confrontarsi simultaneamente con critiche generiche e rivendicazioni di natura politica, che arrecano più danno che beneficio all’intero sistema. Così, le professioni che registrano un numero di scioglimenti di contratti di tirocinio superiore alla media, ma che al contempo svolgono una funzione d’integrazione di primaria importanza, vengono denigrate come professioni problematiche; oltre a ciò, l’impegno quotidianamente profuso specialmente dai formatori in azienda non riceve il giusto riconoscimento. I partner sociali sono chiamati a individuare risposte alle attuali sfide. Tra le possibili misure vi sono raccomandazioni rivolte alle aziende formatrici (per esempio, riguardo a moduli di formazione continua rivolti ai formatori o a ferie e salari per gli apprendisti) e/o offerte specifiche. Tuttavia, a tal scopo non occorrono regolamentazioni speciali. Oltre a ciò, alcuni settori stanno già implementando con successo determinati progetti (per esempio, il sostegno fornito da HotellerieSuisse alle aziende formatrici, tra l’altro anche attraverso visite personali). Un’eccessiva regolamentazione intersettoriale e critiche generiche, al contrario, danneggiano la reputazione e la funzionalità della formazione professionale.

Oltre a ciò, l’Unione svizzera degli imprenditori individua un grande potenziale per la formazione professionale soprattutto tra i giovani con un alto rendimento scolastico. Proprio le professioni con elevati requisiti cognitivi offrono interessanti opportunità di carriera e la possibilità di assumersi responsabilità già in giovane età. Sarebbe importante che i giovani con alte prestazioni scolastiche prendessero in considerazione una professione a loro adeguata, prendendo così decisioni più consapevoli in merito alla propria formazione. Anche misure nel settore delle scuole universitarie (quali il differimento delle tasse universitarie) dovrebbero essere ridiscusse, affinché scelte di studio basate esclusivamente sugli interessi personali non portino sempre più spesso a transizioni inefficienti al mercato del lavoro.

Conclusioni

Oggi, infatti, l’introduzione del sistema duale di formazione professionale sarebbe difficilmente realizzabile. Gli ostacoli all’implementazione di una formazione orientata al mercato del lavoro, valida a livello nazionale, con il ruolo centrale delle Oml e delle aziende, sarebbero semplicemente troppo grandi.

La formazione professionale duale è un grande punto di forza del sistema formativo ed economico svizzero. È fondamentale tornare a prendersi cura di questo sistema in modo più consapevole e richiamare l’attenzione sulla forza del partenariato e, in particolare, delle Oml. Oggi, infatti, l’introduzione del sistema duale di formazione professionale sarebbe difficilmente realizzabile. Gli ostacoli all’implementazione di una formazione orientata al mercato del lavoro, valida a livello nazionale, con il ruolo centrale delle Oml e delle aziende, sarebbero semplicemente troppo grandi. Ciò è dovuto all’aumento dei requisiti dei contenuti formativi e delle professioni, ma anche alle crescenti esigenze nei confronti dei diversi attori coinvolti. A ciò si aggiunge poi la tendenza alla sovraregolamentazione.  Per garantire la continuità della formazione professionale duale, ogni attore deve fornire il proprio determinante contributo. Allo stesso tempo, tuttavia, gli attori devono poter godere della necessaria fiducia. È pertanto essenziale che il partenariato venga vissuto su un piano di parità e che le responsabilità vengano assunte congiuntamente.

[1] SEFRI. Relevé des coûts de la formation professionnelle cantonale 2023.
[2] Bolli, T., Oswald-Egg, M. E. & Renold, U. (2021). Rolle der Organisationen der Arbeit im schweizerischen Bildungssystem. White Paper “Bildung gestalten – Zukunft gestalten”, SBV-SSIC, pp.16-19.
[3] Graf, L., Emmenegger, P., & Strebel, A. (2019).
[4] Ufficio federale di statistica, Scenari 2024-2033 per il sistema di formazione.

Referenzen

Citazione

Meier, N. (2025). Le organizzazioni del mondo del lavoro saranno indispensabili anche in futuro. Transfer. Formazione professionale in ricerca e pratica 10(6).

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