Sondaggio tra gli apprendisti in Svizzera, prima parte: una panoramica dei principali risultati
Salute psichica nella formazione professionale di base
Come stanno psicologicamente i giovani nella formazione professionale di base? Questa domanda è stata al centro di uno studio condotto da WorkMed, pubblicato nel giugno di quest’anno. A renderlo particolarmente interessante sono due fattori: da un lato il gran numero di giovani che hanno partecipato al sondaggio e ai successivi focus group; dall’altro l’ampiezza e la profondità delle domande: la compilazione dei questionari ha richiesto una buona mezz’ora. Gli autori dello studio hanno riassunto i risultati più importanti in quattro contributi, che Transfer pubblicherà nelle prossime settimane. Il primo testo, qui presentato, fornisce una panoramica delle conclusioni più importanti.
Il completamento di una formazione professionale di base può agire come fattore stabilizzante: può rafforzare, dare sicurezza e creare prospettive. Per contro, tra i giovani che percepiscono una rendita AI l’interruzione della formazione è particolarmente frequente.
La formazione professionale di base è un pilastro del sistema formativo svizzero: circa il 60% dei giovani sceglie una formazione professionale duale: una percentuale superiore a quella di qualsiasi altro Paese europeo. Nel 2023, i contratti di tirocinio attivi erano circa 210.000; nello stesso anno, gli apprendisti che hanno completato con successo la propria formazione sono stati 66.000 (UST, 2024). Per molti giovani la formazione professionale di base segna l’ingresso nel mondo del lavoro, e ciò avviene in una fase della vita già caratterizzata da profondi cambiamenti: lo sviluppo dell’autonomia, dell’identità e della percezione di sé. La transizione dalla scuola alla formazione professionale di base comporta il dover affrontare nuove sfide: dal lavoro quotidiano in team alla responsabilità e all’organizzazione individuale, fino alla maturazione di nuove aspettative sociali (Silbereisen & Weichhold, 2012; Neuenschwander, 2012).
In questo contesto, sta diventando sempre più centrale il tema della salute psichica dei giovani. Negli ultimi anni, la percentuale di rendite AI dovute a problemi psichici (UST, 2024) e le assenze per malattia relative a questa fascia d’età sono aumentate in modo significativo (UST, 2025). Allo stesso tempo, il completamento di una formazione professionale di base può agire come fattore stabilizzante: può rafforzare, dare sicurezza e creare prospettive (cfr. p. es. Mischler & Huber, 2022). Per contro, tra i giovani che percepiscono una rendita AI l’interruzione della formazione è particolarmente frequente (UFAS, 2015).
Spesso il dibattito pubblico si muove tra estremi, esagerazioni o generalizzazioni. Ecco la traduzione di alcuni titoli recentemente apparsi sulla stampa svizzera di lingua tedesca:
- “Mai così tante giovani avevano rescisso il proprio contratto di tirocinio”
- “Abbonamento alla palestra, migliori retribuzioni e più ferie: ecco come le aziende vogliono salvare la formazione professionale di base”
- “La salute psicologica dei giovani sta peggiorando sempre di più”
- “Viziata e rammollita: la rete si indigna con la Generazione Alpha”[1]
Spesso mancano tuttavia dati differenziati e fondati.
Informazioni su WorkMed
WorkMed SA è un centro per il lavoro e la salute psicologica nella pratica e nella ricerca. WorkMed è una joint venture tra Psychiatrie BL e SWICA Krankenversicherung. Il centro sostiene, tra gli altri, i formatori in azienda e le aziende formatrici, così come i docenti, le scuole professionali e gli apprendisti nella Svizzera tedesca con colloqui su casi specifici, workshop, consulenze brevi e coaching. Maggiori informazioni sono disponibili al sito web di WorkMed (in tedesco). Contatto: Tel. +41 61 685 15 15, kontakt@workmed.ch
È qui che si inserisce il nuovo studio condotto da WorkMed[2]. Ricollegandosi a un sondaggio precedentemente condotto tra diverse migliaia di formatori in azienda in merito alle loro esperienze con apprendisti con problemi psicologici (Schmocker et al., 2022), nell’inverno 2024/25 è stato realizzato un sondaggio a livello svizzero – questa volta relativo al punto di vista degli apprendisti stessi. I dati relativi a circa 45.000 giovani provenienti da tutte le regioni linguistiche sono stati analizzati, fornendo così una base dati unica nel suo genere per quanto riguarda la partecipazione e l’approfondimento del tema. Sono state rilevate le percezioni degli apprendisti in merito alla propria formazione, a ciò che li motiva e li rafforza, ma anche a ciò che li mette sotto pressione. Oltre a ciò, è stato rilevato come valutano la propria salute psicologica e quali fattori familiari, sociali o scolastici sono a essa correlati.
I risultati evidenziano un quadro complesso: molti apprendisti percepiscono la propria formazione professionale di base come significativa, motivante e utile per la propria crescita. Allo stesso tempo, essi segnalano difficoltà e stress psicologico.
Pertanto la domanda non è: crisi o non crisi? Ma piuttosto: di cosa hanno bisogno gli apprendisti per completare con successo la loro formazione professionale di base? Che cosa li aiuta e cosa li ostacola? E che cosa possono imparare da tutto ciò i formatori in azienda, le scuole e le aziende formatrici?
Risultati selezionati dello studio – una prima panoramica
In questo contributo forniamo una panoramica riassuntiva dei principali risultati dello studio. In tre contributi successivi, che verranno pubblicati su Transfer, ne approfondiremo degli aspetti particolari.
Un buon inizio della formazione con un apposito accompagnamento, momenti di accoglienza o programmi di introduzione possono aiutare a superare molte difficoltà. Soprattutto in aziende di piccole dimensioni, tutto questo non accade tuttavia in modo sistematico.
Molto entusiasmo – e altrettante preoccupazioni. La formazione professionale di base inizia per molti apprendisti in una situazione ambivalente: da un lato, circa l’80% non vede l’ora di entrare nel mondo del lavoro, in particolare per disporre di un proprio reddito, avere maggiore indipendenza e realizzare attività pratiche e significative. Dall’altro, una quota altrettanto grande riferisce di avere preoccupazioni: per esempio riguardo al troppo carico di compiti scolastici (63%), alle condizioni quadro – quali gli orari di lavoro o le poche vacanze (63%) – e alla mancanza di comprensione in caso di errori o difficoltà personali (60%). Lo studio mostra altresì che un buon inizio della formazione con un apposito accompagnamento, momenti di accoglienza o programmi di introduzione possono aiutare a superare molte difficoltà. Soprattutto in aziende di piccole dimensioni, tutto questo non accade tuttavia in modo sistematico.
Per la stragrande maggioranza degli apprendisti l’esperienza formativa è positiva. Circa l’80-90% degli apprendisti riferisce di trovarsi abbastanza bene o molto bene nella propria formazione, circa l’85% la trova abbastanza o molto stimolante ed è orgoglioso di lavorare nella propria azienda formatrice e quasi il 90% ha la sensazione di svolgere un lavoro significativo. L’80-90% degli apprendisti ritiene che i propri formatori in azienda e i propri responsabili di classe li prendano sul serio, esprimano aspettative chiare, dedichino loro del tempo, siano affidabili e si impegnino nei loro confronti.
Crescita personale. Agli apprendisti è stato altresì chiesto se e in che modo fossero cambiati dall’inizio della loro formazione. In media, essi hanno risposto positivamente riguardo a 12 fra i 15 possibili progressi personali indicati. La stragrande maggioranza degli apprendisti ha sperimentato una crescita personale significativa e diversificata dall’inizio della propria formazione non solo a livello di competenze, ma anche in termini di autostima, competenze sociali, auto-riflessione, diligenza, ambizione, motivazione, perseveranza, curiosità, interesse e orgoglio professionale.
Stress psicologico. Alla domanda aperta “Durante la tua formazione professionale di base hai avuto problemi psicologici, per esempio sentimenti o pensieri negativi, stress oppure malattie o crisi psicologiche?”, il 61% degli apprendisti ha risposto di aver avuto problemi psicologici una volta (circa un quarto) o più volte (circa un terzo). È tuttavia importante notare che il 42% degli apprendisti dichiara di aver avuto problemi psicologici già prima di iniziare la formazione.
Molti apprendisti sperimentano contemporaneamente diverse sensazioni, quali pressione e sviluppo, orgoglio e stress, paura ed entusiasmo – e tale contemporaneità dimostra quanto sia necessaria una comprensione più ampia della loro salute psichica.
Questa apparente contraddizione è fondamentale: molti apprendisti sperimentano contemporaneamente diverse sensazioni, quali pressione e sviluppo, orgoglio e stress, paura ed entusiasmo – e tale contemporaneità dimostra quanto sia necessaria una comprensione più ampia della loro salute psichica. Occorre cioè concepire la salute psichica come un equilibrio tra stress e gestione dello stesso. Una buona salute psichica è molto di più della sola assenza di malattie mentali: essa è, per esempio, anche l’esperienza di senso, competenza o autoefficacia. La formazione professionale di base, a patto che il contesto e le relazioni siano adeguati, può essere un luogo in cui rafforzarsi anche per quei giovani che hanno avuto problemi già in giovane età.
Gestione dello stress psicologico. Fondamentalmente, l’80% e oltre degli apprendisti si sente preso sul serio e ben sostenuto dai formatori in azienda riguardo agli aspetti tecnici della professione (vedi sopra). Un po’ meno frequentemente (in circa il 75% dei casi) gli apprendisti percepiscono che i formatori in azienda si interessino a loro e li sostengano quando hanno difficoltà psicologiche. L’affermazione secondo cui “i problemi vengono affrontati apertamente” ha ricevuto il minor numero di risposte positive: nelle aziende formatrici ciò è stato confermato dal 74% degli apprendisti; nelle scuole professionali da circa il 60%. Pertanto, mentre molti aspetti importanti del clima e delle relazioni personali sono percepiti in modo molto positivo, ciò non vale sempre quando si tratta di affrontare tematiche relative al benessere psicologico degli apprendisti e di fornire un corrispondente aiuto.
I formatori in azienda appaiono dunque comportarsi in modo più cauto quando si tratta di confrontarsi con temi di carattere personale degli apprendisti. Ciò può essere legato alle loro incertezze. Nel sondaggio condotto tra i formatori in azienda (Schmocker et al. 2022), questi, indipendentemente dalla loro esperienza nel ruolo, hanno dichiarato di sentirsi meno sicuri nell’accompagnamento degli apprendisti quando entrano in gioco aspetti di tipo “psicologico”. Allo stesso tempo, gli apprendisti raramente si rivolgono ai loro formatori in azienda quando non si sentono psicologicamente a proprio agio o quando stanno pensando di interrompere la formazione. Insomma, c’è una certa inibizione da entrambe le parti quando si tratta di affrontare temi di carattere personale o psicologico.
La maggior parte degli apprendisti trova supporto in caso di problemi di questo tipo nella cerchia dei propri amici o presso la propria famiglia. Nel 78% dei casi, a causa di difficoltà psicologiche durante la formazione, non c’è stato alcun colloquio né nelle aziende formatrici né nelle scuole professionali. Il 68% degli apprendisti non condivide i propri problemi con i responsabili della formazione. I motivi per cui non lo fanno sono i seguenti: il 36% vuole “farcela da solo”, il 26% non sa come parlare di “certe cose” o pensa che la situazione è già “abbastanza grave”.
Interruzioni della formazione: pensieri, esperienze, motivi. La metà degli apprendisti, durante la formazione, pensa almeno una volta di interromperla. Un quarto degli apprendisti ci ha pensato più volte. Attualmente, il 22% ci sta pensando. Circa il 9% ha già interrotto una formazione in precedenza. I motivi più comuni sono: una scarsa affinità con la professione, problemi psicologici (soprattutto tra le ragazze) e conflitti in azienda, spesso con i formatori. Un impatto particolarmente negativo si ha quando gli apprendisti sentono di non essere abbastanza bravi o di non essere i benvenuti. Tuttavia, è incoraggiante notare che molti apprendisti non interrompono la formazione nonostante il sopravvenire di tali problemi, perché non vogliono arrendersi, perché si sentono supportati o perché i genitori li incoraggiano a continuare. Ciò dimostra che i pensieri di abbandono sono sì molto diffusi, ma non sono un segno di mancanza di resilienza.
Autoefficacia: un fattore protettivo essenziale. La convinzione di essere in grado di affrontare le sfide è uno dei più forti fattori protettivi per la salute psichica. Circa il 90% degli apprendisti è fiducioso riguardo al fatto di poter completare con successo la propria formazione e circa due terzi di essi dimostrano un’autoefficacia media o alta. Lo studio mostra che questa capacità si sviluppa ulteriormente nel corso della formazione. È importante notare che l’autoefficacia non sorge soltanto dalla forza individuale, ma anche da un’atmosfera e da relazioni positive nella formazione, da stimoli adeguati, da un feedback costruttivo, da opportunità di partecipazione e dalla fiducia di poter fare la differenza – nel team, con i formatori in azienda o a scuola.
Conclusioni
I risultati dello studio dimostrano che la formazione professionale di base è per molti giovani molto più di un semplice ingresso nel mondo del lavoro: essa è anche un’area di sviluppo centrale a livello professionale, personale e sociale.
I risultati dello studio dimostrano che la formazione professionale di base è per molti giovani molto più di un semplice ingresso nel mondo del lavoro: essa è anche un’area di sviluppo centrale a livello professionale, personale e sociale. Allo stesso tempo, numerosi apprendisti sperimentano stress interpersonale, richieste eccessive e crisi personali. Questa ambivalenza – tra stress e sviluppo, orgoglio e tensione, paura ed entusiasmo – fa parte della realtà dei giovani. È fondamentale il modo in cui le aziende, i formatori, le scuole, i docenti e gli apprendisti stessi gestiscono tutto ciò. Relazioni basate sul rispetto, un accompagnamento iniziale, richieste realistiche e una cultura del dialogo aperto sono fattori chiave per fare della formazione professionale di base una fase di vita stabilizzante. Per via del suo setting pratico, concreto e relazionale, la formazione professionale di base rappresenta un’opportunità privilegiata per la crescita personale degli apprendisti.
Quattro impulsi per la pratica
- Avere problemi psichici fa parte della quotidianità di una vita sana – tuttavia, essi devono essere affrontati.
- L’autoefficacia può essere promossa attraverso un’atmosfera di lavoro e relazioni positive, così come attraverso buone condizioni di formazione – e non solo “richiedendo resilienza”.
- Le relazioni vengono prima delle strutture: i formatori in azienda e i docenti sono figure chiave; se mostrano interesse genuino per gli apprendisti, essi possono fare la differenza.
- Occorre prendere sul serio la formazione professionale di base come opportunità, anche per quei giovani che già soffrono di stress e che hanno avuto esperienze scolastiche difficili.
Nei prossimi contributi della serie esamineremo singoli aspetti in modo approfondito: di che cosa hanno bisogno in concreto gli apprendisti che presentano problemi psicologici? Quali tipi di apprendisti esistono? Che ruolo hanno i formatori in azienda e come vivono la loro responsabilità? Nonché: che cosa significa tutto questo per l’impostazione di una formazione professionale che sia a prova di futuro?
Intervista con Barbara Schmocker (in tedesco): Fleischmann, D. (2025). Viele Jugendliche sind belastet, aber die meisten fühlen sich in der Lehre trotzdem wohl. Transfer. Formazione professionale in ricerca e pratica 10(9).
Caratteristiche del sondaggio e delle persone partecipanti
Già nella fase di preparazione, a partire dal 2023, sono stati contattati personalmente tutti i principali stakeholder della formazione professionale in Svizzera. Il progetto è stato presentato alle organizzazioni responsabili, il che ha permesso non soltanto di illustrarne l’orientamento contenutistico, ma anche di creare una base di fiducia. Sono stati coinvolti in particolare la Conferenza svizzera degli uffici della formazione professionale (CSFP), la Conferenza tripartita della formazione professionale (CTFP), la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori delle scuole professionali (CSD) e la Table Ronde Scuole professionali (TR SP). Il Comitato direttivo della CSFP ha sostenuto il progetto raccomandando la partecipazione al sondaggio ai propri membri. Questo ampio sostegno è stato un fattore fondamentale per il reclutamento di un gran numero di partecipanti.
La raccolta dei dati è stata effettuata tramite un sondaggio online standardizzato, condotto fra il 28 ottobre e il 13 dicembre 2024. Il gruppo target ha incluso tutti gli apprendisti della formazione professionale duale (CFP, AFC, AFC con maturità professionale) così come gli allievi e le allieve delle formazioni scolastiche a tempo pieno (scuola media di informatica, scuola media di commercio, scuola specializzata) in tutta la Svizzera (regioni di lingua tedesca, francese e italiana). I risultati qui presentati sono relativi alla formazione professionale duale, in quanto la partecipazione delle formazioni scolastiche a tempo pieno è risultata fortemente sottorappresentata. La partecipazione è stata volontaria; le scuole professionali e i docenti hanno deciso autonomamente se incoraggiare i giovani a partecipare. Per la partecipazione al sondaggio è stata concessa un’ora di lezione.
Al fine di garantire la qualità del sondaggio è stato istituito un gruppo di accompagnamento con rappresentanti delle principali istituzioni di formazione, formazione professionale e promozione della salute. Questo gruppo è rimasto attivo in tutte le fasi del progetto ed è stato determinante per la partecipazione e il radicamento dello studio nel settore.
Il sondaggio ha rilevato in modo esaustivo come stanno gli apprendisti nella formazione professionale di base, come la percepiscono e quale influenza essa ha sul loro benessere e sulla loro salute psichica. Sono stati presi altresì in considerazione i loro contesti familiari e sociali, così come le esperienze pregresse durante il periodo scolastico. Domande di screening validate sulla situazione psichica, utilizzate anche all’interno dell’Indagine sulla salute in Svizzera nonché dall’Osservatorio svizzero della salute (Peter et al., 2023), hanno inoltre permesso di fare confronti con la popolazione giovanile in generale.
Il coinvolgimento degli apprendisti è stato un punto di importanza centrale dello studio. Per garantire che il sondaggio coprisse tutti i temi per loro rilevanti, parallelamente allo sviluppo del questionario, fra gennaio e giugno 2024, sono stati condotti dei gruppi focus con apprendisti e altre persone responsabili (docenti e responsabili della formazione). Dopo aver completato il rilevamento dei dati, i risultati sono stati discussi insieme agli apprendisti stessi.
Literatur
- Baer, N., Schmocker, B., & Kuhn, T. (2022). Wie soll man mit psychisch belasteten Lernenden umgehen?. Berufsbildung in Forschung und Praxis 7(1).
- Ufficio federale di statistica (UFS) (2023). Disdettta del contratto di tirocinio, ripresa stato di certificazione: edizione 20224
- Ufficio federale di statistica (UFS) (2024). Invalides bénéficiaires de rente en Suisse en décembre selon le sexe, la classe d’âge et la cause d’invalidité. Berna.
- Ufficio federale di statistica (UFS) (2024), Assenze, Berna
- Ufficio federale di statistica (UFS). (2025). Volume annuale delle assenze dei dipendenti ripartite per motivo – 2024.
- Baer, N. ea. (2015). Profile von jungen IV-Neurentenbeziehenden mit psychischen Krankheiten. Beiträge zur sozialen Sicherheit, Nr. 19/15, con un riassunto in italiano.
- Mischler, M. & Huber, S.G. (2022). Bildungswege und psychische Gesundheit. In S.G. Huber (Hrsg.), Young Adult Survey Switzerland, Band 3 (S. 81–96). Bern: BBL / OFCL / UFCL.
- Silbereisen, R. K. & Weichold, K. (2012). Jugend (12 – 19 Jahre). In W. Schneider, W. Lindenberger (Hrsg.), Entwicklungspsychologie (7. überarb. Aufl., S. 235-258). Weinheim: Beltz.
- Neuenschwander, M. P. (2012). Schule und Beruf: Wege in die Erwerbstätigkeit (1. Aufl.). Wiesbaden: VS-Verlag.
- Peter, C., Tuch, A. & Schuler, D. (2023). Psychische Gesundheit – Erhebung Herbst 2022. Wie geht es der Bevölkerung in der Schweiz? Sucht sie sich bei psychischen Problemen Hilfe? (Obsan Bericht 03/2023, con un riassunto in italiano). Neuchâtel: Schweizerisches Gesundheitsobservatorium.
- Schmocker, B., Kuhn, T., Frick, U., Schweighauser, C., Baumgartner, R. Diesch, R., Ettlin, P., Frei, A., & Baer, N. (2022). Umgang mit psychisch belasteten Lernenden – Eine Befragung von Berufsbildner*innen in der Deutschschweiz. Binningen: WorkMed.
Citazione
Schmocker, B., Anastasiou, K., Heimgartner, D., & Baer, N. (2025). Salute psichica nella formazione professionale di base. Transfer. Formazione professionale in ricerca e pratica 10(11).