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Valutazione delle note scolastiche nelle materie MINT e artistiche nel livello secondario I

Tecnica e arte: le note scolastiche indicano correlazioni tra i due ambiti. Cosa significa ciò per la formazione professionale?

Le note scolastiche del livello secondario I indicano l’esistenza di una correlazione da media a forte tra i risultati ottenuti nelle materie MINT (matematica, media e informatica, scienze naturali e tecnologia) e quelli delle materie artistico-creative (musica, arti tessili e tecniche, arti visive). In particolare, le arti tessili e tecniche svolgono la funzione di “materia ponte”: buone prestazioni in questa materia si accompagnano infatti a note mediamente più alte nelle materie MINT. Ciò apre opportunità per la formazione professionale in merito al reclutamento, alla didattica e alla promozione individuale.


La formazione professionale di carattere tecnico si trova regolarmente ad affrontare, in sede di reclutamento e promozione degli apprendisti, la questione di come sia possibile pronosticare percorsi formativi dall’esito positivo. A tale scopo, nelle aziende, nelle scuole professionali e nell’orientamento si è, fra l’altro, fatto spesso ricorso alle note scolastiche del livello secondario I (Häfeli & Schellenberg, 2009; Velten & Schnitzler, 2011). Gli approcci più recenti tengono tuttavia altresì conto dei risultati dei test “Stellwerk 9”, svolti durante la terza classe del livello secondario I in matematica, tedesco, francese, inglese nonché dei risultati nelle scienze naturali e nella tecnica (Gut & Zbinden, 2022). Tuttavia, nessuna di queste varianti fornisce indicazioni chiare per la scelta professionale definitiva né è in grado di prevedere in modo affidabile il successo nel conseguimento di un titolo (Velten & Schnitzler, 2011; Gut & Zbinden, 2022; Goretzka, 2022).

In questo contesto appare opportuno ampliare lo sguardo sui prerequisiti di competenza nelle formazioni di carattere tecnico: se gli indicatori di prestazione del livello secondario I (note di certificato o test standardizzati) possiedono un valore previsivo limitato, occorre chiedersi quali ulteriori aree di prestazione scolastica possano fornire indicazioni complementari in merito ai profili di requisiti rilevanti. A questo riguardo una funzione interessante potrebbe essere svolta dalle materie artistiche: a seconda della loro configurazione, esse sollecitano infatti competenze trasversali quali la percezione spaziale, la visualizzazione, la progettazione, la precisione dell’esecuzione e l’approccio orientato alla risoluzione dei problemi. Il focus si sposta così da una definizione della capacità di performance tecnica di tipo primariamente cognitivo-disciplinare verso una comprensione più ampia delle competenze, la quale è comunque un presupposto nella pratica professionale.

Una panoramica internazionale dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) evidenzia che l’insegnamento delle materie artistiche, a determinate condizioni, può supportare non solo abilità disciplinari specifiche, ma anche competenze di pensiero e sociali rilevanti per l’apprendimento e l’innovazione (Winner et al., 2013). Nel dibattito sulla formazione questa connessione viene spesso descritta come “MINKT[1]“: le materie MINT vengono cioè integrate con quelle artistiche.

Studi di carattere generale mostrano tuttavia che l’applicazione pratica del MINKT risulta molto eterogenea. Oltre a ciò, sia il ruolo dell’arte sia la sua stessa definizione vengono intesi in modo diverso a seconda del contesto (Johnston et al., 2022). Ci siamo pertanto chiesti se nelle note scolastiche reali sia possibile rilevare una correlazione tra le prestazioni nelle materie MINT e quelle nelle materie artistiche. I dati analizzati provengono dal livello secondario I del Canton Friburgo. Un’analisi scientificamente più approfondita degli stessi dati è disponibile in Küttel et al. (2025).

Sebbene i dati non si riferiscano direttamente alla formazione professionale, la questione è per essa rilevante per tre motivi:

  1. I profili delle note sono uno strumento informativo diffuso nella transizione al livello secondario II.
  2. Molte professioni coniugano requisiti tecnici ad attività artistiche (quali pianificare, schizzare, applicare l’immaginazione spaziale, il pensiero orientato ai materiali e ai processi, la progettazione digitale).
  3. Se nelle note emergono già dei modelli, questi possono fungere da base per la didattica e la promozione individuale.
[1] Nell’acronimo tedesco: Matematica, informatica, scienze naturali, arte e tecnologia
 

Le prestazioni nelle materie MINT e in quelle artistiche appaiono correlate

I risultati in sintesi

  1. Nelle note si rileva fondamentalmente una bipartizione tra MINT e arte. Vale a dire: all’interno dei rispettivi gruppi di materie le note appaiono fra loro correlate.
  2. Correlazione complessiva: i rendimenti nelle materie MINT e in quelle artistiche presentano una correlazione da medio-forte a marcata (r ≈ .41 nel primo semestre; r ≈ .43 nel secondo semestre).[1]
  3. Arti tessili e tecniche come materia ponte: alla domanda su quali materie artistiche siano particolarmente collegate a quelle MINT, risaltano anzitutto le arti tessili e tecniche; seguono le arti visive, mentre la musica presenta una correlazione con le MINT più debole, anche se comunque riconoscibile.
[1] Un valore r è compreso tra 0 (nessuna correlazione) e 1 (correlazione molto forte). Un valore di circa .4 viene classificato nella ricerca sulla formazione da medio a forte.
 

A seguito di una richiesta inviata al Dipartimento dell’educazione (Erziehungsdepartement) del Canton Friburgo, abbiamo ottenuto le note del livello secondario I (età compresa tra i 12 e i 15 anni) relative a tre materie MINT (matematica, media e informatica, scienze naturali e tecnologia) e a tre discipline artistiche (musica, arti tessili e tecniche, arti visive; complessivamente: arte). I dati si riferiscono a tre anni scolastici (dal 2019/20 al 2021/22), rispettivamente al primo e al secondo semestre, e provengono dagli indirizzi scolastici scuola secondaria, scuola di avviamento pratico (Realschule) e proginnasio.

Abbiamo analizzato le note in base alle seguenti tre domande:

  1. In che misura le sei materie prese in esame possono essere ricondotte a MINT e arte?
  2. Quale correlazione emerge tra i due gruppi di materie (MINT / arte)?
  3. Quali materie artistiche appaiono singolarmente collegate alle MINT?

Nella struttura delle note si nota una bipartizione: le sei materie sono fondamentalmente classificabili in un gruppo artistico e in uno legato alle MINT, all’interno di ciascuno dei quali le note presentano una correlazione più stretta. Le materie MINT sono matematica, media e informatica, natura e tecnica; le materie artistiche sono musica, arti tessili e tecniche, arti visive.

Considerando entrambi i semestri, si rileva una correlazione complessiva tra il gruppo di materie MINT e quello di materie artistiche: nel primo semestre è di circa r = .41; nel secondo di r = .43. Ciò significa che le persone in formazione che ottengono note tendenzialmente più alte nelle materie MINT, raggiungono mediamente note più alte anche in quelle artistiche.

Oltre a ciò, tra i gruppi di materie si riscontrano collegamenti sistematici, il che indica che le valutazioni del rendimento scolastico non sono da interpretare esclusivamente all’interno della rispettiva combinazione di materie: le arti tessili e tecniche mostrano la correlazione più forte con i rendimenti nelle materie MINT, fungendo così da materia ponte. Anche le arti visive mostrano una correlazione riconoscibile, mentre la musica, al confronto, presenta una correlazione con le note nelle MINT più debole, anche se non ne è indipendente.

MINT più arte: una chance per la formazione professionale

Rilevanza per la formazione professionale in sintesi

  1. Reclutamento: i profili delle note possono essere utilizzati come un criterio di selezione tra gli altri;
  2. Didattica della formazione professionale: i compiti di apprendimento tecnici possono essere sistematicamente integrati tramite visualizzazione, progettazione e realizzazione di prototipi, o viceversa;
  3. Promozione individuale: i profili delle note possono servire come spunto di discussione, nonché essere impiegati qualora occorra sviluppare dei potenziali.

1. Reclutamento e accertamento dell’idoneità nelle aziende:

Nel reclutamento aziendale e nell’accertamento dell’idoneità in campi professionali di carattere tecnico le note nelle materie MINT vengono spesso utilizzate come indicatori. I presenti risultati indicano tuttavia che i rendimenti nelle materie artistiche possono mediamente variare in modo correlato ai rendimenti nelle MINT.

Da ciò non consegue necessariamente che le note nelle materie artistiche siano utilizzabili come criterio di selezione. Piuttosto, a seconda del profilo professionale, esse possono fornire indicazioni supplementari. Ciò vale soprattutto in settori di attività in cui la percezione spaziale, la capacità di pianificazione, la rappresentazione grafica, la comprensione dei materiali e dei processi nonché il design digitale svolgono un ruolo rilevante. Dal punto di vista diagnostico è altresì opportuno non interpretare le singole note in modo isolato, bensì utilizzare i profili delle note come un elemento all’interno di una valutazione più ampia. Una simile analisi del profilo acquista maggior valore informativo se viene integrata da fonti di informazione vicine al mondo del lavoro, per esempio attraverso prove pratiche strutturate, stage d’orientamento o criteri di osservazione standardizzati all’interno dell’azienda.

Infine, quando si utilizzano le note scolastiche come base decisionale, occorre tenere ben presente l’aspetto dell’equità: le note sono infatti dipendenti da uno specifico contesto e vengono influenzate da pratiche di valutazione locali, formati delle prove e norme di riferimento. Di conseguenza, al fine di evitare conclusioni affrettate e svantaggi sistematici nel processo di reclutamento, dovrebbero sempre essere interpretate in combinazione con ulteriori evidenze.

2. Didattica nelle scuole professionali e nei corsi interaziendali:

Se le note nelle materie MINT e quelle nelle materie artistiche sono correlate, ciò indica che gli apprendisti nelle professioni di carattere tecnico non lavorano soltanto con formule e testi, ma anche con rappresentazioni, schizzi, piani, modelli, bozze e prototipi. Per la formazione professionale ne deriva la possibilità di lavorare sfruttando una correlazione didattica: i contenuti MINT possono infatti essere sviluppati tramite approcci artistici, vale a dire attraverso visualizzazioni, bozze, esperimenti con i materiali o design digitale. Analogamente, i contenuti artistici possono essere analizzati, documentati o valutati con strumenti MINT.

Nella formazione professionale un approccio ovvio consiste nello strutturare i compiti in modo che i requisiti tecnici non vengano affrontati esclusivamente tramite calcoli, termini tecnici o soluzioni scritte, bensì anche attraverso passaggi espressivi e orientati all’operatività. Invece di far lavorare gli apprendisti principalmente in formati come “calcolare – annotare”, i compiti possono essere maggiormente impostati in modo da essere un processo di lavoro continuo, per esempio secondo il modello “pianificare – rappresentare – costruire – testare”. Ciò rende visibile il fatto che la risoluzione di problemi tecnici comprende spesso più forme di rappresentazione e più fasi operative: una soluzione non deve essere cioè solo correttamente calcolata, ma anche compresa, visualizzata, realizzata e verificata. E proprio in quelle professioni in cui svolgono un ruolo schizzi, piani, modelli, prototipi o bozze digitali, un simile formato di compiti offre agli apprendisti ulteriori vie di accesso, aumentando al contempo la vicinanza alla pratica professionale.

Affinché questi processi di apprendimento diventino efficaci, risulta altresì determinante la forma in cui avviene il feedback. Le valutazioni non dovrebbero giudicare soltanto il prodotto finale o la correttezza del risultato, bensì rendere visibile il percorso di progettazione e di risoluzione dei problemi (feedback sommativo opposto a feedback formativo/feedforward). Ciò significa, per esempio, che docenti e formatori in azienda dovranno porre domande mirate, quali: come è stata effettuata la pianificazione? Quali ipotesi sono state formulate? Come sono state rappresentate le informazioni? Dove si sono presentate difficoltà e come sono state risolte? Un simile feedback orientato al processo rafforza non solo la competenza operativa tecnica nel senso della competenza professionale, ma anche le competenze metodologiche (quali motivare le procedure, valutare le alternative e imparare sistematicamente dagli errori).

Infine, questi approcci possono guadagnare in qualità attraverso un’intesa tra i diversi luoghi di formazione. Se i responsabili della formazione professionale chiariscono insieme da cosa si riconoscano le buone prestazioni e come debbano essere descritte, i feedback provenienti dai diversi luoghi di formazione diventano meglio interpretabili. Simili intese riducono i fraintendimenti, aumentano la coerenza della valutazione e sostengono gli apprendisti nel comprendere le esigenze delle aziende, delle scuole professionali e dei corsi interaziendali come un insieme unitario.

3. Consulenza e promozione individuale nella transizione:

L’analisi mostra che gli apprendisti possono essere suddivisi in gruppi di profilo generali sulla base delle loro note nelle tre materie artistiche. Il gruppo con note costantemente elevate nelle materie artistiche presenta in media anche note più alte nelle materie MINT, mentre nel gruppo con rendimenti artistici più deboli si riscontrano più frequentemente note più basse nelle materie MINT. Per la consulenza e la promozione nella transizione, pur senza trarne attribuzioni rigide, ciò significa che i profili delle note possono essere utilizzati come spunto di discussione strutturato per riflettere su interessi, modalità di lavoro e strategie di apprendimento. Può altresì essere opportuno combinare la promozione delle materie MINT con compiti artistici. Trattandosi di dati tratti dal livello secondario I, sono in ogni caso necessarie diagnosi complementari.

Limitazioni e conclusioni

Le note si rivelano utili in particolare quando è comprensibile quali componenti del rendimento esse rappresentino. La stessa nota può infatti riferirsi a diverse sfaccettature delle competenze, per esempio alla precisione, alla capacità di procedere in modo strutturato o alla perseveranza nello svolgimento dei compiti. A fini interpretativi è inoltre rilevante considerare in quali condizioni tali caratteristiche del rendimento si manifestino (per esempio in compiti pratici, in situazioni di spiegazione orale, nella visualizzazione tramite schizzi o nella pianificazione delle fasi di lavoro). Su questa base è possibile determinare in modo più mirato le condizioni quadro favorevoli all’apprendimento (per esempio tramite criteri trasparenti, adeguate opportunità di esercitazione, feedback differenziati o strumenti idonei ad affrontare in modo affidabile i requisiti tecnici). La nota può così essere utilizzata come punto di partenza per una promozione diagnosticamente fondata al fine di sostenere un primo processo di conoscenza su ampia scala. Devono in ogni caso seguire studi con strumenti diagnostici specifici, che siano in grado di fornire informazioni più valide sulla struttura di correlazione tra materie MINT e materie artistiche.

Cosa non è lecito dedurre dai risultati

  • Causalità: le note mostrano correlazioni, non cause.
  • Prognosi individuale: una correlazione media non significa che essa valga per ogni singola persona.
  • La base dati è limitata: in mancanza di ulteriori dati di sfondo (p. es. relativi a classi, scuole o culture di attribuzione delle note), i risultati vanno interpretati con cautela.

Bibliografia

Brügelmann, H. (2020, Februar 18). Sind Noten nützlich – und nötig? Ziffernzensuren und ihre Alternativen im empirischen Vergleich. Eine wissenschaftliche Expertise des Grundschulverbandes. Grundschulverband e.V. https://doi.org/10.25656/01:18828

Goretzka, T. (2022). Prognostische Validität von Schulabschlussnoten als Prädiktor für den berufsbezogenen Erfolg. [Unveröffentlichte Thesis., Ruhr-Universität Bochum, Fakultät für Psychologie]. https://www.rehm-verlag.de/personalmanagement/blog-personalmanagement/ist-mathematik-fuer-den-berufserfolg-entscheidend/

Gut, J., & Zbinden, J. (2022). Blick in die Glaskugel. Transfer. Berufsbildung in Forschung und Praxis, 7. https://doi.org/10.64829/5933

Häfeli, K., & Schellenberg, C. (2009). Erfolgsfaktoren in der Berufsbildung bei gefährdeten Jugendlichen. Schweizerische Konferenz der kantonalen Erziehungsdirektoren EDK.

Ingenkamp, K. (1971). Die Fragwürdigkeit der Zensurengebung. Beltz.

Johnston, K., Kervin, L., & Wyeth, P. (2022). STEM, STEAM and Makerspaces in Early Childhood: A Scoping Review. Sustainability, 14(20), 13533. https://doi.org/10.3390/su142013533

Küttel, A., Koch, A., & Portmann, M. (2025). Gut in MINT heisst auch gut in Kunst, oder? Eine Analyse zum Zusammenhang von MINT- und künstlerischen Leistungen im Lichte transversaler Bildung. Idee per l’innovazione nella formazione professionale, 5, 173–179.

Velten, S., & Schnitzler, A. (2011). Prognose von Ausbildungserfolg: Welche Rolle spielen Schulnoten und Einstellungstests? BWP, 6, 44–47.

Winner, E., Goldstein, T. R., & Vincent-Lancrin, S. (2013). Art for Art’s Sake?: The Impact of Arts Education. OECD. https://doi.org/10.1787/9789264180789-en

Citazione

Koch, A. F., Portmann, M., & Küttel, A. (2026). Tecnica e arte: le note scolastiche indicano correlazioni tra i due ambiti. Cosa significa ciò per la formazione professionale?. Transfer. Formazione professionale in ricerca e pratica 11 (13).

https://doi.org/10.64829/16285

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