Formazione professionale in ricerca e pratica
Editore SGAB Logo
Studio nel Cantone Ticino

Perché molti giovani non si accontentano del diploma di apprendistato

Per un numero sempre maggiore di giovani, l’apprendistato rappresenta solo una tappa intermedia nel proprio percorso formativo: molti proseguono gli studi dopo aver conseguito l’Attestato federale di capacità (AFC). Uno studio condotto in Ticino ha esaminato quali motivazioni e obiettivi i giovani associano a questa scelta. Ne emerge che per molti il mercato del lavoro locale appare meno attraente rispetto a quello della Svizzera tedesca o francese. Lo studio evidenzia inoltre che gli studi universitari professionalizzanti hanno maggiori probabilità di successo quando gli studenti ne riconoscono il valore e si sentono sostenuti dai propri docenti.

Studio commissionato dall'Ufficio per la formazione professionale (ABB)

Prospettiva regionale sulla formazione professionale superiore nel Cantone di San Gallo

La formazione professionale superiore costituisce un pilastro consolidato e ampiamente riconosciuto dell’economia regionale nel Cantone di San Gallo. Le aziende ne attestano l’elevata rilevanza, l’orientamento pratico e l’adeguatezza; anche a livello regionale l’offerta è percepita in maggioranza come sufficiente. Queste sono le conclusioni principali di uno studio condotto dall’Università di San Gallo e dalla Camera di commercio e dell’industria di San Gallo-Appenzello, nell’ambito del quale sono state intervistate, tra le altre, 1 065 aziende. Infatti, nel 2023 il 21% della popolazione attiva con sede di lavoro nel Cantone possedeva una formazione professionale superiore come titolo di studio più elevato (Svizzera: 17%). Il rapporto illustra la struttura dell’offerta, la domanda regionale, le prospettive aziendali, le tendenze e le raccomandazioni che ne derivano. Tra queste vi è, ad esempio, la constatazione che un forte orientamento pratico costituisce un fattore di successo dei percorsi formativi. Tuttavia, questo orientamento si concretizza in modo eterogeneo e in parte informale. I rischi risiedono nella scarsa trasparenza, nella mancanza di una visione d’insieme e nella dipendenza da singole persone (docenti, figure chiave). Il rapporto formula sei raccomandazioni.

Per saperne di più (in tedesco)

Swiss Leading House «Economics of Education», Working Paper n. 253

Quando i giovani valutano in modo impreciso le proprie capacità

Chi conosce male i propri punti di forza e di debolezza incontra maggiori difficoltà nella vita professionale. È quanto emerge da un’analisi dei dati provenienti da test standardizzati di orientamento professionale (gateway.one) e da dati amministrativi relativi ai percorsi formativi e ai primi risultati sul mercato del lavoro in Svizzera. Sono stati dimostrati tre effetti: in primo luogo, un’autovalutazione imprecisa distorce le aspirazioni professionali all’inizio della scelta della carriera; in questo caso le persone preferiscono professioni che non si adattano bene alle loro effettive competenze. In secondo luogo, le distorsioni persistono fino ai risultati effettivi: anche dopo aver avuto la possibilità di rivedere le proprie decisioni, le persone con una conoscenza di sé imprecisa rimangono più spesso inadatte alla professione scelta. E in terzo luogo, un’autovalutazione inadeguata è associata a una maggiore probabilità di risoluzione anticipata dei contratti di formazione. I ricercatori ritengono che anche piccoli miglioramenti nella conoscenza di sé aiuterebbero i giovani a scegliere professioni più adatte e a migliorare le loro opportunità di formazione.

Per saperne di più (in inglese)

Studio congiunto delle Università di Friburgo, Zurigo e dell'UFF

Perché i dirigenti scolastici vogliono digitalizzare l’insegnamento e l’apprendimento

Nel presente studio (Maria-Luisa Schmitz, Philipp Gonon, Juliette Désiron, Tessa Consoli e Chiara Antonietti) sono stati analizzati diversi argomenti a favore dell’adozione di strategie digitali specifiche per ciascuna scuola da parte dei dirigenti scolastici. Lo studio si basa su interviste semi-strutturate con nove dirigenti scolastici svizzeri (7 scuole professionali e 2 scuole medie specializzate) considerati all’avanguardia nel campo digitale. Lo studio mostra che la digitalizzazione è intesa in primo luogo come strumento per garantire un buon insegnamento. Tuttavia, la digitalizzazione viene utilizzata anche per trasmettere competenze digitali e rendere più efficienti i processi, ad esempio nella correzione dei compiti, nell’organizzazione e negli esami. Emergono anche ragioni legate al mercato, come la concorrenza tra scuole, le questioni relative alle risorse o l’esigenza di stare al passo con l’evoluzione del mercato del lavoro. Altri argomenti riguardano le pari opportunità, la partecipazione digitale e la missione pubblica della scuola. La maggior parte dei dirigenti scolastici ritiene che la pandemia di Covid-19 sia stata un forte stimolo per i propri sforzi di digitalizzazione.

Per saperne di più (in inglese)

Riflessioni sulla formazione professionale superiore

Sul valore dell’apprendimento nel processo di lavoro

La formazione professionale superiore è un segmento specifico della formazione professionale la cui importanza è andata aumentando negli ultimi anni. Accanto alla formazione organizzata, l’apprendimento che si realizza nel processo di lavoro svolge in essa un ruolo importante. La formazione professionale superiore si inserisce così senza soluzione di continuità nel processo di sviluppo della professionalità.

Studio nel campo delle scienze naturali, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica (MINT) presso l'Università di Friburgo

Chi studia in modo più consapevole ottiene risultati migliori

Quale influenza ha l’autoregolazione dell’apprendimento (ARA – metacognizione e motivazione) sulle prestazioni degli studenti nel settore MINT? Questa domanda è oggetto di uno studio dell’Università di Friburgo (Olivier Rérat e Jean-Louis Berger), al quale hanno partecipato 180 studenti. Questi ultimi hanno compilato questionari su diversi aspetti dell’ARA (valutazione della fiducia in se stessi, calibrazione [la misura in cui tale valutazione è realistica], autoefficacia, interesse, significato e utilità) e hanno sostenuto test sulla capacità di orientamento spaziale. Risultato: gli studenti che avevano più fiducia nelle proprie prestazioni, le valutavano con precisione e si interessavano all’argomento hanno ottenuto risultati migliori. Il senso di autoefficacia da solo non ha portato a prestazioni migliori, ma solo se associato a variabili metacognitive (valutazione della fiducia in se stessi e calibrazione). Gli autori concludono che la promozione di un approccio ARA consapevole favorisce le prestazioni degli studenti, in particolare nei contesti di formazione professionale con compiti impegnativi.

Per saperne di più (in inglese)

Studio «Requisiti di competenza nella formazione professionale superiore» dell’ETH di Zurigo e della ZHAW

Stesso livello formativo – ma requisiti talvolta molto diversi

La formazione professionale superiore (FPS), con i suoi tre tipi di titoli (attestato professionale federale, diploma EPS e diploma SSS), soddisfa diversi livelli di competenza, che nel Quadro nazionale delle qualifiche (QNQ) sono classificati in modo differente. Nello studio «Requisiti di competenza nella formazione professionale superiore», Thomas Bolli, Maria Esther Oswald-Egg e Ursula Renold esaminano diversi indicatori per capire quali siano effettivamente i requisiti richiesti dai tre livelli. Dimostrano che la FPS presenta i requisiti più elevati che, inoltre, si caratterizzano per un’ampia variabilità, in particolare per quanto attiene agli esami federali di professione (APF e EPS). Ad esempio, per i percorsi formativi SSS, gli anni di formazione e di esperienza richiesti variavano da uno a sei anni, mentre per gli APF e gli EPS addirittura da uno a 13 anni. Le differenze all’interno dei programmi indicano, secondo la conclusione dello studio, che due titoli APF o EPS possono rimandare in pratica a livelli di competenza eterogenei – una sfida per la trasparenza delle qualifiche e per la comparabilità sul mercato del lavoro.

Per saperne di più (in tedesco)

Swiss Leading House «Economics of Education», Working Paper n. 252

L’IA generativa ridurrebbe la disponibilità di molte aziende a formare apprendisti

In che modo l’automazione nell’era dell’IA generativa (GenAI) influisce sulla decisione delle aziende di formare apprendisti? Il presente studio di Christian Gschwendt e Claudio Schilter esamina la questione sulla base di uno studio sperimentale condotto su responsabili delle risorse umane di oltre 2’800 aziende svizzere. Ne emerge che una grande maggioranza delle aziende dichiara che ridurrebbe il numero di posti di formazione in relazione alle prospettive di automazione del settore. I tagli sono tanto più consistenti quanto maggiore è la percentuale di compiti automatizzabili e quanto più rapida è l’attuazione prevista. Gli effetti sono nettamente più marcati nelle professioni che comportano molte attività di routine e in quelle esposte all’IA, nonché nelle grandi imprese.

Per saperne di più (in inglese)

Studio condotto nell’ambito del progetto di ricerca DigiTraS II

Le sfide collegate all’integrazione dell’intelligenza artificiale generativa nella formazione professionale

Secondo la percezione degli studenti, un uso frequente dell’intelligenza artificiale generativa (IA generativa) in classe è associato a un miglioramento dell’apprendimento. Tuttavia, è anche associato a una riduzione dell’impegno scolastico attraverso il ricorso a forme di imbroglio. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Università di Zurigo e dalla SUFFP in cinque scuole professionali. Oltre a ciò, emerge che il modo in cui tanto gli apprendisti quanto le scuole si rapportano a questa tecnologia riproduce il divario digitale di genere. Il presente contributo riassume questi e ulteriori risultati, invitando ad adottare un approccio di pedagogia dei media critico e riflessivo, che deve comunque essere sempre accompagnato da misure di supporto.

Insegnamento di cultura generale

La scala linguistica: un modello per lo sviluppo sistematico delle competenze di lettura e scrittura

Le capacità linguistiche sono una base indispensabile per muoversi con successo nel mondo del lavoro. Per questo motivo, esse costituiscono un contenuto di apprendimento centrale della formazione professionale di base. Ciononostante, manca ancora una prospettiva didattica che affronti la questione di come svilupparle in modo sistematico lungo l’intero percorso formativo. Nel presente contributo viene presentato il modello della scala linguistica: esso mostra una progressione che va da compiti e materiali di apprendimento relativamente semplici fino a compiti e materiali sempre più impegnativi. Da soli, tuttavia, essi non bastano: devono essere sempre affiancati da adeguate misure di accompagnamento.

"Dialogo intercontinentale" nel Palazzo federale grazie a Movetia

Trasformazione digitale della formazione professionale: cosa può imparare la Svizzera da altri Paesi?

L’intelligenza artificiale (IA), oltre a creare altre nuove possibilità di lavoro digitale, sta modificando le professioni e, di conseguenza, anche la formazione professionale e la formazione degli adulti. Come affronta questa sfida la Svizzera? E come la affrontano altri Paesi? Su invito della Società svizzera per la ricerca applicata in materia di formazione professionale SRFP e dell’Alta scuola pedagogica di Zurigo, l’11 marzo 2026 sette esperti provenienti da Asia, Africa ed Europa hanno discusso delle loro esperienze a Palazzo federale con una dozzina di rappresentanti politici, nonché con esponenti delle autorità e delle associazioni professionali della Svizzera.

Intervista sul "Rapporto educativo Svizzero 2026“ con Samuel Lüthi

Luci e ombre nella formazione professionale

I risultati scolastici di molti giovani che iniziano un apprendistato sono fortemente diminuiti. Nel giro di dieci anni si è verificato un calo delle competenze in lingua e matematica pari a un intero anno scolastico. Questa è una delle conclusioni principali dell’ultimo Rapporto educativo del Centro svizzero di coordinamento per la ricerca in materia di istruzione SKBF|CSRE. Rispetto al precedente Rapporto educativo, ci sono però anche notizie positive: ad esempio, si è arrestato il calo delle scelte in favore dell’apprendistato rispetto alla formazione generale.

Concluso il progetto «Didattica dei settori professionali in Svizzera»

La SUFFP pubblica una guida per la promozione della creatività

La SUFFP ha concluso il progetto «Didattica dei settori professionali in Svizzera», sotto la direzione della prof.ssa Antje Barabasch. L’obiettivo era lo studio e la promozione delle competenze trasversali, in particolare della creatività, nella formazione professionale. Il risultato principale è stata la creazione di una guida orientata alla pratica per gli insegnanti delle scuole professionali. La guida illustra come la promozione della creatività possa essere strutturata secondo i modelli didattici attuali. Ha lo scopo di aiutare gli insegnanti a pianificare consapevolmente scenari di apprendimento che favoriscano la creatività e ad attuarli durante le lezioni. A tal fine vengono presi in considerazione diversi contesti di apprendimento e contesti professionali.

Per saperne di più

Lo ZEM CES pubblica i risultati delle indagini standardizzate (IS CUA) nelle classi dell’ultimo 2025

Una miniera di risposte sulla qualità scolastica

Sono state pubblicate le ultime analisi delle indagini standardizzate nelle classi dell’ultimo anno (IS-CUA) dello ZEM CES. Esse forniscono una moltitudine di risposte a domande relative alle dimensioni della competenza degli insegnanti, della gestione scolastica, dell’insegnamento, delle relazioni sociali e delle competenze trasversali. Un esempio: il 76% degli allievi AFC intervistati ritengono che i propri insegnanti li accompagnino nel lavoro in modo abbastanza, prevalentemente o pienamente attento (su una scala da 1 a 6). La dashboard interattiva con i risultati consente di effettuare ricerche differenziate, ad esempio per livello scolastico (AFC, MP, SMS ecc.) e per sesso o confronti con sondaggi precedenti. A integrazione dei risultati già disponibili, la dashboard integra ora i dati dei moduli opzionali «Trasformazione digitale» e «Orientamento professionale, universitario e di carriera». Le IS-CUA si svolgono ogni tre anni. Al sondaggio del 2025 hanno partecipato 242 scuole affiliate con un totale di 25’800 studentesse e studenti.

Per saperne di più

Swiss Leading House «Economics of Education», Working Paper n. 251

I giovani vogliono lavorare con l’Intelligenza Artificiale generalista (GenAI)?

I giovani sono restii a collaborare con la GenAI sul posto di lavoro, le ragazze ancora più dei ragazzi. È quanto emerge da un esperimento condotto su un campione rappresentativo a livello nazionale di oltre 7.000 giovani svizzeri di circa 15 anni (Christian Gschwendt, Martina Viarengo e Thea S. Zöllner). Le preferenze sono tuttavia sfumate: i giovani accolgono con favore una maggiore collaborazione con la GenAI, a condizione che il suo impiego rimanga moderato e non comporti un aumento del rischio di automazione dei posti di lavoro. Infine, le opportunità di formazione continua nelle professioni migliorano l’atteggiamento nei confronti della collaborazione con la GenAI in entrambi i sessi.

Per saperne di più (in inglese)

Tesi di dottorato sulla nascita dei sistemi di formazione professionale nel XX secolo

La formazione professionale come progetto statale

Come è nato il sistema di formazione professionale in Svizzera? Quale ruolo ha avuto lo Stato e come hanno agito le istituzioni non statali? Stefan Kessler (Università di Zurigo) approfondisce questa questione in una tesi cumulativa (open access). Egli giunge alla conclusione che la nascita dei sistemi di formazione professionale in Svizzera non può essere intesa né come risultato di una pianificazione statale lineare né come mero prodotto dell’auto-organizzazione sociale. La formazione professionale nasce in un campo di tensione in cui l’azione statale, come la mancanza di azione e la delega di compiti pubblici consentono, limitano, ritardano o promuovono processi specifici di formazione del sistema. La formazione professionale appare quindi come un progetto statale storicamente contingente, che si forma e si trasforma in processi di negoziazione tra attori statali e non statali.

Per saperne di più (in tedesco)

Inchiesta di approfondimento nell’ambito dello studio della SUFFP su costi e benefici

Continuazione del rapporto di lavoro al termine della formazione professionale di base

L’ultimo rilevamento su costi e benefici della formazione professionale conferma che mediamente la formazione in apprendistato è redditizia già nel corso del tirocinio per il 71 per cento delle aziende formatrici. Il 29 per cento delle imprese registra tuttavia costi più elevati dei ricavi durante questo periodo. Molte di esse puntano pertanto a trattenere al loro interno le persone in formazione dopo la fine dell’apprendistato, sfruttando in questo modo la formazione come canale di reclutamento di personale qualificato. Con quale frequenza e in quali casi le aziende riescono a garantirsi la continuazione del rapporto di lavoro con apprendiste e apprendisti?

Nove casi studio della SUFFP nell’ambito di un progetto di ricerca FNS

Gli “ambienti di apprendimento” come mezzo per creare nuovi modelli formativi

La formazione professionale sta cambiando grazie a spazi di apprendimento flessibili, approcci digitali e forme di apprendimento orientate alla pratica. Le persone in formazione assumono sempre più responsabilità e lavorano organizzandosi in autonomia. Questo richiede luoghi di formazione agili, assistenza personalizzata e modelli formativi coordinati, per promuovere la collaborazione e l’indipendenza. Un progetto di ricerca finanziato dal Fondo nazionale svizzero e condotto dalla SUFFP ha analizzato alcuni esempi di luoghi di formazione di questo tipo. È emerso che una cultura del lavoro flessibile, in cui si può imparare e lavorare in sedi diverse, risponde a un’esigenza reale.

Esperienze dal «Tour de Suisse» 2025 della tavola rotonda delle scuole professionali

Quattro scuole, quattro metodi di orientamento alle competenze operative

L’attuazione dell’orientamento alle competenze operative all’interno della scuola professionale avviene in modi sorprendentemente diversi. Questo è il risultato principale del «Tour de Suisse» dello scorso anno, nell’ambito del quale quattro scuole professionali hanno fornito una panoramica della propria pratica pedagogica. L’attuazione concreta dell’orientamento alle competenze operative è fortemente influenzata dalle condizioni quadro e dai modelli pedagogico-didattici delle scuole. Questo fa sì che i singoli modelli diventino fonte di ispirazione e buone pratiche.

Studio condotto dalla Cattedra di Formazione professionale e continua dell’Università di Zurigo

Come le persone occupate utilizzano le opportunità di apprendimento?

Continuiamo ad apprendere per tutta la vita. Tuttavia, ci chiediamo perché a volte decidiamo di frequentare un corso di formazione continua o di imparare consapevolmente qualcosa di nuovo? Cosa ci spinge a sfruttare un’opportunità di apprendimento? A questa domanda si è dedicato un progetto di ricerca dell’Università di Zurigo, nell’ambito del quale sono state intervistate 62 persone occupate Svizzera. Il progetto ha identificato dieci diverse motivazioni – e, di conseguenza, dieci situazioni tipiche in cui chi è occupato si dedica a un’attività di apprendimento.

Il punto di vista sulla politica delle persone in formazione nella Svizzera romanda

«La democrazia non è cosa per me» – Davvero?

I giovani che seguono una formazione professionale si occupano meno di politica dei loro coetanei delle scuole di formazione generale (liceo). È un sintomo di disinteresse? Il presente studio traccia un quadro della situazione diverso: molte persone in formazione hanno la sensazione di non essere prese sul serio a causa dell’età e della bassa considerazione data alla propria formazione. Avvertono la politica come un luogo distante e codificato, riservato a chi dispone di più risorse o di un background accademico. Sono dell’opinione che le loro esperienze derivanti dalla pratica e le loro competenze pratiche trovino scarsa considerazione.

Sondaggio tra 2500 giovani in due Cantoni

A cosa prestano attenzione i giovani quando effettuano la loro prima scelta professionale?

Cosa rende una professione attraente per i giovani? Un recente sondaggio condotto dall’Università di San Gallo mostra come essi prestino attenzione non tanto alla brevità della formazione o alle dimensioni dell’azienda, quanto al clima lavorativo, alle prospettive di sviluppo e alla conciliabilità del lavoro con la vita privata.